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I disturbi sessuali: fattori eziologici e causali



Esistono differenti approcci teorici nella spiegazione delle potenziali cause psicologiche implicate nei disturbi sessuali.
Alcune considerano prevalentemente il sintomo del disturbo sessuale come la rappresentazione attuale di problematiche pregresse da ricercare nella storia e nella struttura di personalità dell’individuo, nonché nelle sue modalità specifiche e radicate di costruirsi l’esperienza personale. In quest’ottica le cause possibili vengono identificate in cause remote o intrapsichiche. Altri approcci considerano il sintomo sessuale come la risultante di variabili immediate da ricercare nei circoli viziosi personali e relazionali che si istituiscono tra disfunzione sessuale, stati mentali soggiacenti ed emotivi conseguenti, nel qui ed ora. In quest’ottica le cause possibili vengono definite in termini di cause immediate. Altri approcci si concentrano più sulla dimensione diadica e relazionale della sessualità, considerando il sintomo sessuale come la rappresentazione di un sintomo relazionale più ampio da ricercare nell’ambito del rapporto di coppia. In quest’ottica l’attenzione viene concentrata sulle cause diadiche. Infine altri approcci considerano il disturbo sessuale come la conseguente associazione condizionata negativa tra comportamento sessuale e stimoli avversativi di tipo relazionale o personale. In quest’ottica la risposta sessuale disfunzionale viene considerata l’equivalente di un comportamento appreso (cause apprese).
 

CAUSE IMMEDIATE

S’intendono tutte quelle cause che agiscono sulla singolarità individuale dal presente, sia sul piano culturale del soggetto, che su quello emotivo, cognitivo, comportamentale. Ad esempio scarse informazioni in materia di sessualità, che in termini stretti possono riguardare gli aspetti fisiologici e funzionali della sessualità maschile e femminile (com’è fatto il corpo maschile e femminile, come funziona nella sua gradualità la risposta sessuale, quali sono le parti erogene, etc.), possono comportare da parte dei partner della coppia, scarsa sensibilità non solo alle esigenze specifiche del partner, ma anche alle proprie. Scarse informazioni in materia di sessualità può avere implicazioni poco funzionali sia sul piano dei comportamenti sessuali, sia sul piano delle aspettative e atteggiamenti relativamente a ciò che è accettabile, preferibile o meno in termini di sessualità.
Altre variabili immediate possono essere ricondotte agli effetti che determinati standard culturali appresi, piuttosto che vere e proprie micro culture familiari e/o sociali inibitorie hanno sullo stato emotivo del singolo di fronte al mondo della propria sessualità, contribuendo a determinare una sorta di riluttanza inconsapevole ad una buona sessualità. È probabile infatti che prospettive culturali, di ampio respiro piuttosto che micro contestuali coercitive, influenzino, nell’immediatezza, la spontaneità e l’originalità della propria sessualità, con interferenze emotive poco funzionali, come ansia – senso di colpa – vergogna – paura a lasciarsi andare al piacere della sessualità di coppia, che al contrario si esprime disfunzionalmente attraverso schematismi rigidi e poco responsivi.
Ulteriori cause immediate possono essere ricondotte a variabili emotive più dirette e connotate sul piano dell’ansia di fronte alla sessualità pensata e/o agita. In quest’ottica si considerano rilevanti gli atteggiamenti preoccupati di almeno uno dei partner della coppia verso la propria prestazione sessuale o verso il bisogno eccessivo di corrispondere alle presunte aspettative sessuali del partner. Timore di insuccesso, eccessiva compiacenza verso il partner, eccessivo bisogno di procurare piacere al partner a discapito del proprio, possono nascondere costrutti personali riconducibili al mondo emotivo dell’ansia, quali ad esempio il timore di non essere all’altezza, ovvero la ricerca “compulsiva” della dimostrazione del proprio valore sessuale, con un’idea implicita di “mondo” e “partner” valutanti negativamente ed ipercritici. È evidente che la variabile emotiva dell’ansia assume una connotazione causale nelle disfunzioni sessuali, in quanto rappresentante immediato di aspetti di personalità più radicati. Dietro la causa immediata del timore di insuccesso sessuale, dell’eccessiva compiacenza verso il partner, possono infatti celarsi costrutti velatamente narcisistico-paranoidei, i quali possono sott’intendere una struttura di personalità insicura e fragile, anche solo su alcune aree di costruzione del sé.
Tutte le variabili causali sopra descritte possono contribuire a rendere meno naturale e spontaneo il rapporto sessuale, influenzando la capacità della persona, ad abbandonarsi alle sensazione fisiche, emotive, mentali durante il rapporto. In questo modo viene mantenuto alto lo stato di vigilanza e controllo su ciò che accade, attraverso l’attivazione di difese percettive e intellettuali contro l’esperienza erotica. Un esempio tipico di tale modalità è stato definito tecnicamente nei termini di spectatoring. Ciò consiste nell’attivazione massiva di controllo e nell’ipervalutazione on line della propria risposta sessuale e dell’interazione sessuale nella coppia. Generalmente la prima attiva o precede la seconda. Lo spectatoring primario consiste nel fatto che il partner, controlla ripetutamente le proprie reazioni erotiche fisiche e mentali durante il rapporto; tale controllo tuttavia non è fine a sé stesso ma è orientato al confronto con la propria preoccupazione principale, la quale ad esempio può configurarsi nel maschio con la paura di non riuscire a mantenere l’erezione, nella femmina con la paura di non riuscire a mantenere l’eccitazione durante il rapporto. Tale atteggiamento influenza negativamente l’espressione della propria sessualità, in quanto, come già specificato sopra, interferisce con la spontaneità dell’abbandono alle sensazioni, fisiche, emotive, mentali durante il rapporto. Ciò deriva sostanzialmente dal fatto che lo scenario mentale delle persone che vivono la propria sessualità di coppia, da spettatori critici o ipercritici verso sé stessi, è dominato da timori di fallimento e insuccesso, non solo direttamente agli occhi del partner, ma anche verso il “mondo”, che “..prima o poi lo verrà a sapere..”, su un piano di atteggiamenti e credenze più o meno catastrofiche.
Infine fra le cause immediate è possibile annoverare quelle che riguardano la struttura comunicativa della coppia, non tanto in senso lato, ma in senso stretto, sul piano dell’espressione e condivisione tra partner di un’eventuale feedback relativamente all’esperienza sessuale vissuta insieme. La mancanza o la carenza di un sistema comunicativo chiaro e reciproco, può determinare l’amplificazione di un problema sessuale del singolo partner e/o rappresentare in questi termini solo la punta dell’iceberg di un problema di coppia più ampio. Stati emotivi disfunzionali come ansia, paura, vergogna, colpa, sostenuti da costrutti cognitivi disfunzionali, possono ulteriormente inibire l’espressione di spontanei desideri e bisogni sessuali di reciprocità.
 

CAUSE INTRAPSICHICHE O CRITERI EPISTEMOLOGICI DI PARTENZA

L’essere umano da un punto di vista psicologico è un sistema che, attraverso anche l’esperienza in senso lato, costruisce gradualmente dentro di sé una rappresentazione sul mondo che lo circonda, sul piano sia del mondo fattuale (oggetti e dati di fatto), sia sul piano del mondo interpersonale (gli altri e sé stesso in rapporto agli altri), sia sul piano del mondo personale (sé stesso). Queste conoscenze definiscono le aspettative successive e permettono di guidare l’azione orientata verso i propri scopi in modo strategico, nel senso di ….. “sono a conoscenza di come funziona il mondo, quindi sono in grado di capire cosa aspettarmi nel rapportarmi con il mondo, pertanto posso orientare la mia azione in modo funzionale”. Questo tipo di informazioni, incamerate e radicate nella propria struttura di personalità, derivano e vengono cristallizzate prevalentemente sulla base della qualità e quantità delle esperienze primarie, e direzionano l’idea profonda che ognuno ha di sé e degli altri (quanto realmente ci si stima come persone, quanto si pensa di avere il diritto di esprimere i propri bisogni, quanto si è capaci di riconoscere i propri bisogni, quanto si è capaci di dare forma a dei bisogni e desideri personali, quanto questi siano in sintonia con i bisogni e desideri degli altri, cosa aspettarsi realmente dagli altri, quanto sia possibile fidarsi degli altri, quanto sia accettabile la vicinanza e l’intimità); il bagaglio di esperienze cristallizzate all’interno di costrutti di definizione di sé e del mondo, definiscono quindi l’orientamento del singolo verso l’esterno, nei termini di modalità comportamentali e atteggiamenti impliciti ed espliciti.
 
In quest’ottica la conoscenza appresa regola l’orientamento esplorativo verso il mondo interno e verso il mondo interpersonale esterno, veicolando aspettative e regolando i propri stati emotivi. Schematicamente ciò può essere rappresentato nei termini seguenti:
 

Criterio epistemologico di sicurezza personale e relazionale:



Quali implicazioni comporta una mappa del mondo personale e relazionale di questo tipo sul piano della sessualità e dei possibili disturbi sessuali?

La sessualità viene vissuta intensamente senza preoccupazioni di performance; entrambi i partner conoscono i propri bisogni personali, si rispettano reciprocamente attraverso una relazione profondamente intima, basata su una comunicazione reale ed hanno fiducia l’uno nell’altro.

 
Criterio epistemologico di insicurezza personale e dipendenza relazionale:




Quali implicazioni comporta una mappa del mondo personale e relazionale di questo tipo sul piano della sessualità e dei possibili disturbi sessuali?

Uno dei partner si rappresenta come debole e fragile all’interno di relazioni possibili e ricercate di dipendenza; ciò implica sul piano sessuale la rinuncia ai propri bisogni in quanto vissuti come non necessari o comunque sacrificabili all’interno della coppia e rispetto a quelli del partner, in un’ottica di eccessiva accondiscendenza e/o passività. Il controllo della relazione e della prestazione è presente come forma di strategia relazionale volta alla salvaguardia del bisogno di dipendenza, nella forma di “devo dimostrare al partner di essere all’altezza per poter guadagnare affetto”.
Sul piano operativo possono presentarsi:
  • problematiche della rappresentazione personale del desiderio sessuale (rinuncia della libido sessuale o disturbi del desiderio sessuale);
  • disturbi dell’eccitazione sessuale connessi con il bisogno di assecondare alti standard rappresentati in modo soggettivo e con il timore di non essere all’altezza di una relazione vissuta come inevitabilmente asimmetrica;
  • disturbi dell’eiaculazione precoce connessi con la scarsa dimestichezza della conoscenza della propria corporeità o piuttosto con la necessità di un confronto svalutante per sé sul piano degli standard personali elevati.
 

Criterio epistemologico di autosufficienza personale ed evitamento relazionale:




Quali implicazioni comporta una mappa del mondo personale e relazionale di questo tipo sul piano della sessualità e dei possibili disturbi sessuali?
 

Uno dei partner si rappresenta solipsisticamente o narcisisticamente all’interno della relazione, la quale viene vissuta a distanza (evitamento emotivo) e come non necessaria, a maggior ragione quando le richieste di intimità e confidenza aumentano. L’intimità e la relazionalità sono minacciose perché pongono bisogni di fiducia e di scambio emotivo profondo, dove l’io dovrebbe accettare l’altro, rinunciando al fatto che debba essere necessariamente in parte compiacente nei suoi confronti.
 
Sul piano operativo possono presentarsi:
  • quadri disfunzionali connessi con l’incapacità a lasciar andare il controllo dell’altro; problematiche connesse con difficoltà a lasciarsi andare all’interno del rapporto (disturbi dell’orgasmo e disturbi del dolore sessuale);
  • difficoltà ad entrare veramente in relazione con il partner e difficoltà ad entrare veramente in relazione con sé stessi (disturbi dell’eccitazione sessuale e disturbi dell’orgasmo).
 

CAUSE DIADICHE O INTERPERSONALI

Le cause intrapsichiche si riferiscono a come il singolo si rappresenta sé stesso e gli altri, ed ha una serie di implicazioni dirette importanti sul piano della relazionalità con il partner, in quanto la conoscenza latente ne guida le aspettative relazionali. Le cause diadiche al contrario si riferiscono a come la struttura relazionale con il partner si configura nell’attualità. È evidente che l’attualità è prefigurata da un copione, per certi aspetti, già implicito nell’intrapsichico individuale. Partendo da questo piano di analisi, si considerano pertanto come cause diadiche, tutte quelle che derivano da una scarsa capacità di sincronizzazione reciproca e flessibile, dei componenti della coppia, il cui esito da un punto di vista emotivo può configurarsi nei termini di:

  • stati di ostilità latenti o espliciti per negazione di disponibilità contrattuale e relazionale;
  • stati di rabbia per conflittualità non risolte, o per aspettative importanti deluse;
  • stati di delusione per l’incapacità del partner di sincronizzarsi all’interno delle aspettative realistiche o irrealistiche della coppia;
  • stati di ansia e paura di essere rifiutati o abbandonati, connessi con il timore di non rientrare nei canoni di gradevolezza del partner;
  • stati di rabbia, ostilità, tristezza, ansia, colpa, confusione connessi con la ripetizione di copioni emotivo relazionali conflittuali.

Tali condizioni emotive, che possono essere la rappresentazione più esplicita di una configurazione relazionale di coppia, basata su rivendicazioni, lotte di potere, traslazioni relazionali all’interno del microcosmo familiare, rappresentano evidentemente una condizione di partenza poco funzionale per una sessualità appagante all’interno della coppia e una condizione di partenza per la cristallizzazione di disfunzioni sessuali situazionalmente definite. Un partner ipercritico, svalutante, perfezionista sul piano delle aspettative relazionali, può configurare ad esempio l’humus di partenza per le difficoltà orgasmiche della donna (difficoltà a lasciarsi andare). Tuttavia non può essere considerato l’unico fattore causale, ma una co-variabile che evidentemente potrebbe associarsi con la difficoltà della partner a costruire una punteggiatura sincera e sufficientemente egoistica, nella relazione, nei termini di…”anch’io valgo, anche i miei bisogni sono importanti”.

 
 
CAUSE APPRESE
 
Per cause apprese si intendono tutte quelle situazioni circostanziali e avversative, evidentemente di tipo interpersonale, che si presentano in associazione all’espressione di un comportamento sessuale. In quest’area rientrano ad esempio traumi sessuali pregressi, ad alto potenziale distruttivo, che si associano con l’elicitazione di stati emotivi intensi di terrore, paura, ansia, colpa, vergogna, rabbia, in concomitanza con la prospettiva di una intimità sessuale attuale col partner. Possono rientrare in questo contesto anche condizionamenti culturali più superficiali, prime esperienze sessuali vissute con inadeguatezza ed associate ad esempio a stati emotivi di inadeguatezza e ansia.