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I disturbi sessuali femminili: cause psicologiche



La sessualità vissuta all’interno di una relazione di coppia rappresenta il punto d’incontro di vari fattori dai quali sostanzialmente dipende. Tali fattori non sono solo di natura prettamente sessuale e connessi a quella che può essere definita la fisiologia e la meccanica del funzionamento sessuale dell’uomo e della donna, ma coinvolgono fattori più ampi.

Alcuni fattori possono essere considerati di carattere sociale e culturale, nel modo e nel tipo di definizione dei ruoli maschili e femminili all’interno del contesto culturale di appartenenza; altri sono fattori più individuali, relativi al modo con cui il singolo ha concepito e concepisce la sessualità del suo corpo, allo spazio che vi concede, al modo in cui ha sperimentato questa dimensione individualmente, alla qualità e tipologia del vissuto emotivo associato alla propria sessualità, alla sua capacità di sottolineare il proprio bisogno al partner e al diritto che si concede di declinarlo secondo direzioni di maggior sintonizzazione; altri fattori sono più connessi alla funzione che viene concessa alla sessualità nel momento specifico in cui viene esercitata: per il piacere personale, per il piacere della coppia, per il raggiungimento di un obiettivo condiviso sul piano della procreazione spontanea o assistita etc.; altri fattori sono più qualitativamente collocabili sulla dimensione del Noi, ossia la qualità della interazione dei partner della coppia, la qualità delle dinamiche pregresse (il passato condiviso all’interno della coppia e il vissuto emotivo ad esso associato), la qualità delle dinamiche attuali, gli stili di interazione e comunicazione dei propri bisogni, desideri, intenzioni nel presente. Altri fattori hanno una derivazione relazionale ed una struttura rappresentazionale di tipo contenutistico ed emotivo, individuale. Questi fattori possono essere maggiormente collocabili più sul piano di eventuali e pregresse conflittualità non risolte sul piano della sessualità, ad esempio, quando questa viene connotata nel proprio vissuto in termini ambivalenti, o caricata di emotività allarmante come l’ansia, la paura e la vergogna a lasciarsi guidare dalle sensazioni del proprio corpo singolarmente o in interazione. Oppure quando la sessualità diventa il campo di riattivazione di conflittualità non risolte con il senso del proprio ruolo sessuale, o con il senso del ruolo sessuale opposto, dove il sesso diventa il mezzo per esprimere una lotta di potere attraverso il partner. Il ruolo e l’importanza di questi fattori come ingredienti per una buona sessualità della coppia, è particolarmente evidenziato dalle caratteristiche tipiche che si riscontrano nell’ambito dei disturbi sessuali di natura psicologica.

Alcune di queste cause, per entrare nel concreto dell’argomento, possono essere ad esempio identificate sul piano della interazione sessuale inadeguata. Anche se da un punto di vista teorico è possibile estrapolare un modello di reattività sessuale generale, per l’uomo e per la donna (eccitamento, plateau, orgasmo, risoluzione), con le opportune diversità, una sessualità di coppia soddisfacente, nasce e si costruisce sulla capacità dei partner, di integrare le particolarità della propria parte egoistica con la le particolarità della parte diadica ed altruistica del rapporto sessuale: ciò implica ad esempio la conoscenza di ciò che piace al proprio partner, in termini di cosa lo attiva sessualmente, cosa percepisce come sessualmente piccante, come si evolve e sviluppa la sua risposta sessuale in funzione della particolarità dell’interazione e stimolazione sessuale all’interno della coppia. Pertanto interazione sessuale inadeguata può indicare vari aspetti che nel dettaglio possono essere di seguito schematizzati:
 

Il partner ignora le esigenze della compagna da un punto di vista sessuale: ciò può essere dovuto, ad esempio, non tanto ad un posizionamento egoistico durante il rapporto, ma alla mancanza di conoscenze relative alla fisiologia specifica e particolare della sessualità femminile; siamo sul piano della mancanza di esperienza, ma anche sul piano della mancata comunicazione delle sensazioni, emozioni, bisogni e desideri.

Il partner pensa egoisticamente solo a sé stesso durante il rapporto e colloca la compagna su un piano di passività; in questo caso non è la mancanza di dimestichezza ed esperienza, ma l’assunzione di un ruolo non sufficientemente altruistico durante il rapporto, dove la bilancia pesa solo sul piatto del ricevere e per nulla su quello del dare.

La partner non comunica i propri bisogni al compagno; ad esempio non comunica il fatto di non essere sulla stessa lunghezza d’onda durante il rapporto o che non si sente sufficientemente attivata da un punto di vista del coinvolgimento sessuale del momento. Questo può essere dovuto a vari aspetti; ad esempio quando la partner non conosce a sufficienza il proprio corpo, quando non ha dimestichezza con la propria sessualità e reattività sessuale.

La partner non riesce a concedersi lo spazio del piacere e a lasciarsi andare alle sensazioni del proprio corpo
perché l’attivazione sessuale rappresenta un’area critica da un punto di vista emotivo; ciò può verificarsi ad esempio in contesti familiari e culturali castranti, dove il controllo viene agito in modo eccessivo e trasmesso come elemento fondante di una buona personalità; ma può verificarsi anche in situazioni ben più patologiche, dove il corpo è stato il mezzo di cristallizzazione di traumi emotivi più o meno gravi.


La partner teme di essere abbandonata, rifiutata, criticata, svalutata
nel momento in cui dovesse mettere in evidenza, comunicandolo al proprio partner, che l’area della sessualità di coppia, rappresenta non solo un contesto di espressione di entità individuali distinte, ma la matrice su cui strutturare un diritto alla condivisione del piacere.

 
In quest’ottica nelle disfunzioni sessuali femminili non giustificate da una problematica di tipo medico e fisiologico soggiacente, diventa fondamentale la qualità dei processi di comunicazione della coppia, non solo nei termini di ciò che viene comunicato, ciò che resta implicito con eventualmente la presunzione che l’altro riesca a carpire da solo sulla  base di qualche indizio, ma anche del modo in cui viene comunicato. Una comunicazione svalutante ha evidentemente degli effetti più conflittuali e deleteri rispetto ad una comunicazione sincera che tenga in considerazione empaticamente l’obiettivo di creare uno stato reciproco di comprensione su una tematica o problematica specifica della coppia.
In aggiunta bisogna considerare la qualità delle relazioni intime tra i partner al di là del contesto sessuale. Divergenze importanti su aspetti fondamentali dell’organizzazione della coppia ad esempio, o conflittualità aperte su tematiche specifiche, creano evidentemente degli stati di tensione emotiva che potenzialmente possono poi influenzare negativamente la qualità dell’intesa sessuale, amplificando ad esempio la difficoltà della donna a lasciarsi andare o semplicemente a sentirsi attratta sessualmente dal proprio partner.