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Psicoterapia

 

Chi è lo psicoterapeuta?

Lo psicologo e/o psicoterapeuta è un esperto di come l’altro si costruisce la propria esperienza, del tipo di mondo che porta dentro la propria testa (credenze personali su di sé, sugli altri, sul mondo), di come le sue costruzioni si realizzano nella vita presente (presentificazione ed orientamento realizzativo di sé), validate ed invalidate dai dati di realtà emotivi e relazionali (conferme e disconferme al proprio mondo, strategie, obiettivi, credenze), di come queste siano il derivato non solo di processi cognitivi attuali (il modo di riflettere su ciò che accade nel suo presente) ma anche la risultante della propria storia di strutturazione come persona.

 

Quando la psicoterapia?

La psicoterapia è un intervento che viene richiesto quando una persona si trova in un momento di difficoltà che implica sofferenza molto spesso rappresentata emotivamente; a ciò si accompagna frequentemente la difficoltà a dare un nome a ciò che accade e la difficoltà a conseguire un equilibrio successivo, che è sempre insito ed implicitamente rappresentato dalla specifica dimensione del sintomo e dalla realtà esperienziale che rappresenta, o dalla difficoltà a ritrovare un equilibrio precedente. Sperimentare una condizione di crisi o sofferenza emotiva può voler dire varie cose: angoscia, ansia, tristezza, vergogna, rapporti conflittuali all’interno della coppia, con i propri familiari e/o amici, difficoltà a concentrarsi sulle proprie priorità, difficoltà a sintonizzarsi nella relazione con l’altro, problemi con il cibo, impossibilità o sensazioni di stallo nell’evoluzione dei propri obiettivi personali etc. Il problema o problemi possono rappresentarsi con differenti livelli di gravità, da una soggettiva sensazione di malessere ad una estrema estensione e generalizzazione del sintomo a più ambiti della vita personale.

Scopo della psicoterapia?

È quello di rendere il più intelligibile possibile alla persona, la sua singolare e particolare modalità di costruzione dell’esperienza, perché ciò le può permettere di capire il senso ed il significato del sintomo.

Da un punto di vista strettamente cognitivo - comportamentale il sintomo rappresenta l’elemento disturbante sul quale orientare la terapia dialettica e strategica del terapeuta ad opera del paziente. Da una posizione più singolarmente costruttivista il sintomo ha un suo senso e significato all’interno di una cornice di riferimento, che non può essere ricondotta al sintomo in sé, ma che richiama sempre qualcosa di più introspettivo, personologico, relazionale e sistemico. In quest’ottica una terapia che lavora solo sul sintomo rischia da una parte di creare i presupposti affinché questo si sposti nel tempo su altre dimensioni della vita personale. Del resto ugualmente una terapia tutta centrata solo sulla dimensione introspettiva rischia di annullare ogni operatività concreta sulle implicazioni del sintomo all’interno degli aspetti pratici della vita organizzata di una persona.