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Lo sviluppo psicologico e il ruolo dell’attaccamento

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Lo sviluppo psicologico è un graduale processo epistemico attraverso il quale il soggetto estrapola dall’esperienza diretta un insieme di regolarità di funzionamento che definiscono e costituiscono l’immagine di sé. Tale processo si situa all’interno del particolare sistema dell’attaccamento che il bambino sperimenta; dipende da variabili di ordine genetico, biologico, temperamentale; dipende da variabili intrinseche al processo di sviluppo (stadi/fasi); dipende dai contesti sociali di appartenenza e dagli specifici amplificatori culturali di cui il soggetto si appropria (linguaggio).

All’interno del modello cognitivista lo sviluppo psicologico dell’individuo viene concettualizzato in termini di sviluppo epistemico del sé. L’uomo presenta come caratteristica peculiare proprio quella della necessità di significare, dare senso a ciò che vede e ciò che gli accade. La base di conoscenza che egli costruisce rappresenta la struttura semantica di base che razionalizza i contenuti nella dimensione della continuità e della prevedibilità dell’ambiente: ha in questo senso una evidente funzione adattiva. La “riduzione” del “mondo” in categorie permette all’individuo di aumentare la prevedibilità del possibile e ridurre l’incertezza. Lo sviluppo epistemico sul mondo segue una progressione che aumenta all’aumentare della capacità di astrazione (Piaget) e della capacità di avvalersi degli strumenti simbolici della cultura di appartenenza (Vygotsky). Lo sviluppo del sé, segue un procedimento simile, attraverso il ruolo dei fattori di astrazione (o strettamente cognitivi), dei fattori relazionali (sistema dell’attaccamento), dei fattori biologici e temperamentali, dei fattori sociali e culturali.

Il sé, rappresenta un oggetto concettuale individuale che nasce dalla capacità del soggetto di pensarsi come oggetto, in questo senso si basa su dei processi di astrazione e riflessione; tale procedimento che ha continuità per tutta l’esistenza individuale, restituisce al soggetto il senso della propria individualità e peculiarità, attraverso una continua differenziazione fra ciò che gli appartiene in termini causali rispetto a ciò che è esterno a lui. Il procedimento epistemico non sempre esplicito ovvero quasi sempre implicito, a meno che il soggetto si fermi a pensare al proprio modo di fare esperienza, può essere espresso nel seguente continuum:

 

Il continuum, certamente semplicistico, evidenzia come la risultante di questo processo sia la costituzione di una struttura di convinzioni, che funzionano da premesse per le esperienze successive, o da categorie di filtraggio. In altri termini il sistema delle convinzioni individuali possono essere espresse in termini di TRATTI, COSTRUTTI PERSONALI, BELIEF, ASSUNTI IMPLICITI: questi agiscono retroattivamente nella ricerca della conferma continua della loro validità, sia attraverso la selezione delle esperienze che attraverso il veicolamento di modalità esplicative che confermino i costrutti soggiacenti (profezia che si autoavvera).

Le convinzioni personali come parte del processo di costruzione del sé, possono essere definite parte integrante e fondante la struttura di personalità del soggetto.

La personalità può essere definita come segue:

è una modalità stabile, strutturata, di pensare, sentire e comportarsi che definisce lo specifico adattamento conseguito e lo stile di vita dell’individuo rispetto al suo ambiente.

La personalità esprime quindi il modo abituale di essere del soggetto, rispetto a sé stesso e al suo mondo esterno, che si esprime in diverse aree:

  • Identità: rappresentazione di sé, immagine di sé, autostima, senso di autoefficacia, integrità e forza dell’io.
  • Congnitività: modo di percepire e interpretare sé stessi, gli altri e gli avvenimenti.
  • Affettività: varietà, intensità, labilità delle emozioni, caratterialità e temperamento, adeguatezza della risposta emotiva.
  • Funzionamento interpersonale: modalità di gestire la proiezione di sé stesso dall’interno all’esterno e viceversa (introversione vs estroversione).
  • Controllo degli impulsi: capacità di gestire e tollerare la frustrazione, modalità di mediazione e gestione della risposta, livello di mediazione fra principio di piacere e principio di realtà.

Il percorso della strutturazione del sé, non è tuttavia così lineare come apparentemente si potrebbe immaginare dallo schema sopra specificato, al contrario implica l’intervento di molteplici sistemi di regolazione, che agiscono a differenti livelli di organizzazione (genotipico, fenotipico, ecotipico). Da questo punto di vista lo sviluppo psicologico del sé, può essere espresso nei termini di una graduale e continua differenziazione epistemica del soggetto dall’oggetto, sulla base di fattori cognitivi (Piaget), affettivi e relazionali (Bowlby), culturali e strumentali (Vygotsky).

La risultante è rappresentata dall’estrapolazione dai molteplici sé situati, di una unitarietà di significato e di vissuto che rappresenta il nocciolo interno della propria personalità.

All’interno di un modello di questo tipo assume una rilevanza importante se non fondamentale il sistema dell’attaccamento e la corrispondente teoria formulata da Bowlby. Le ricerche sui bambini lupo, ovvero su quei bambini vissuti in una condizione completamente “selvatica”, o sui bambini precocemente istituzionalizzati (Spitz), o lo studio sull’effetto di gravi abusi e maltrattamenti durante l’infanzia, evidenzia come nel processo di significazione e costruzione del sé, assuma un ruolo fondamentale, almeno nelle prime fasi dello sviluppo (ma anche successivamente per l’effetto della introiezione dei modelli operativi di attaccamento) il particolare sistema dell’attaccamento che il bambino sperimenta.

Il sistema dell’attaccamento è un sistema interpersonale che il bambino attiva ogni qualvolta vede o sente minacciata la propria sicurezza: rappresenta in questo senso una base sicura su cui fare affidamento.

La distinzione fra attaccamento sicuro, insicuro di tipo evitante, insicuro di tipo ambivalente, disorganizzato, è anche una distinzione fra attaccamento funzionale e attaccamento patologico. Nell’attaccamento sicuro il bambino presenta una base interpersonale sufficientemente sicura e funzionale: egli riceve conforto, affetto, significati e valenze positive. Tale base di sicurezza che viene successivamente introiettata, restituisce al bambino una sufficiente dimensione di autonomia emotiva e di capacità nell’esplorazione del mondo. L’attaccamento insicuro si caratterizza per il fatto che il bambino sperimenta delle situazioni interpersonali prevalenti o non costanti (attaccamento ambivalente) o costanti ma espulsive (attaccamento evitante). Nell’attaccamento ambivalente il bambino pur ottenendo una base sicura di risposta, questa si presenta in maniera non costante; talvolta la risposta dell’adulto è contraria a quella che normalmente il bambino si aspetta, ovvero per ottenere lo stesso effetto il bambino deve presentare un’intensificazione della risposta. Nell’attaccamento evitante il bambino non ottiene delle risposte sufficientemente sicure, pertanto impara a disinvestire sul sistema dell’attaccamento, in quanto la sua attivazione genera troppa sofferenza. Nell’attaccamento disorganizzato la risposta dell’adulto è talmente incoerente anche a parità di situazioni e condizioni che il bambino non è in grado di costituire una continuità di contenuto, per l’elevata instabilità delle esperienze.

Poiché il bambino costruisce l’immagine di sé, la propria personalità anche attraverso i contenuti che l’adulto è capace di restituirgli nella particolare modalità di attaccamento con lui, è evidente come il particolare sistema dell’attaccamento sperimentato, influenzi notevolmente il suo sviluppo psicologico.

L’attaccamento sicuro restituisce al bambino un senso di sicurezza, di appartenenza, di autostima, di capacità o autoefficacia: il bambino riceve affetto ed è in grado di restituire affetto.

Nell’attaccamento evitante il bambino impara a non investire su alcune parti di sé, perché queste non sollecitano delle risposte appropriate: risulta immaturo nella capacità di riflessione su sé stesso, nella capacità di investimento affettivo, nell’autostima, nella sicurezza personale: egli impara a tenere per sé i sentimenti e gli affetti che lo riguardano in un procedimento di sostanziale internalizzazione.

Nell’attaccamento ambivalente si può evidenziare lo stesso effetto di un sistema evitante oppure un effetto di eccessiva dipendenza, immaturità, incapacità a tollerare le separazioni e le novità; il bambino non impara a sublimare l’effetto di affetti spiacevoli perché l’adulto non fornisce un sistema speculare di appartenenza stabile.

Nell’attaccamento disorganizzato manca totalmente l’elemento di integrazione riflessiva dei differenti sé situati, i quali si presentano come costellazioni indipendenti e non integrate. Importante sottolineare che non c’è un legame causale tra particolare sistema dell’attaccamento e psicopatologia: il rapporto fra questi due sistemi è di tipo probabilistico cumulativo.

 

Tipo di attaccamento

 

Possibili effetti sullo sviluppo del sè

SICURO

ATTEGGIAMENTO FREE

Buona autostima, buona disponibilità al rischio, capacità relazionali positive, tolleranza alla frustrazione, controllo sufficiente degli impulsi, capacità di pianificare l’azione e il pensiero, buona capacità di adattamento e flessibilità del pensiero

 

INSICURO AMBIVALENTE

ATTEGGIAMENTO INVISCHIATO E PREOCCUPATO

Insicurezza decisionale, autostima non stabile, disturbi d’ansia, tendenza alla drammatizzazione, ricerca della dipendenza; formalismi mentali, locus rigidamente impostato ma instabile, bassa autostima o autostima ipertrofica (mascheramento dell’insicurezza), volubilità dell’asse timico

- disturbi d’ansia

- disturbi di conversione

- disturbi psicosomatici

INSICURO EVITANTE

ATTEGGIAMENTO DISMISSING

Evitamento del coinvolgimento affettivo attraverso dinamiche relazionali svalutanti autosufficienza compulsiva, freddezza nei rapporti, atteggiamento paranoico, o viceversa eccessiva introiezione della sofferenza nell’atteggiamento depressivo, isolamento sociale, fobie sociali.

- disturbi dell’umore

DISORGANIZZATO

ATTEGGIAMENTO IRRISOLTO

Disorganizzazione dell’affetto e del pensiero, mancanza di una linea stabile della condotta, disturbi dissociativi della coscienza e della personalità

- disturbi di personalità

- disturbi psicotici

 

 

Lo sviluppo psicologico del bambino: la soddisfazione dei bisogni primari

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In questo articolo vengono analizzati i presupposti psicologici e relazionali per uno sviluppo sano della personalità.

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