Contenuto principale

Eiaculazione precoce

Da un punto di vista diagnostico (DSM) si considera tale problematica quando si presentano alcune caratteristiche specifiche:

  1. Persistente o ricorrente eiaculazione a seguito di minima stimolazione sessuale prima, durante, o poco dopo la penetrazione e prima che il soggetto lo desideri.
  2. L’anomalia causa notevole disagio o difficoltà interpersonali.
  3. L’eiaculazione precoce non è dovuta esclusivamente agli effetti diretti di una sostanza (ad es. astinenza da oppiacei).

L’eiaculazione precoce è una disfunzione sessuale in cui, da un punto di vista descrittivo, sono presenti due caratteristiche principali:

  1. Assenza o ridotto controllo volontario sul riflesso eiaculatorio, in assenza di disfunzioni o problematiche mediche che possano altrimenti giustificare il disturbo;
  2. Assenza, ridotta o mancata capacità di sentire e riconoscere la percezione delle sensazioni erotiche al momento del culmine dell'eccitamento sessuale. Questo aspetto viene definito talvolta come una forma di "anestesia genitale" il cui effetto è quello di mettere l'uomo nella condizione di non riconoscere il proprio punto di inevitabilità orgasmica.

Quest’ultimo aspetto sembrerebbe in contraddizione con la caratteristica tipica dell’eiaculatore precoce, ossia il fatto di non reggere l’intensità delle sensazioni erotiche, al punto che una minima attivazione sessuale comporta l’eiaculazione, ovvero come conseguenza di una eccessiva sensibilità sessuale. La contraddizione è solo apparente. Infatti con il termine di “anestesia genitale” s’intende non la mancanza di sensibilità dei genitali dell’eiaculatore precoce, ma il fatto che egli non sappia riconoscere e percepire in modo appropriato le sensazioni fisiche connesse con l’attivazione sessuale.

 

Cosa comporta questa incompetenza?

La conseguenza più ovvia è l’incapacità di riconoscere le sensazioni premonitorie dell’orgasmo, con l’effetto derivato di non poter agire coscientemente e consapevolmente sulla regolazione dell’eccitamento sessuale, il quale a questo punto funziona solo come un interruttore on-off.

Un esempio può rendere più chiaro il meccanismo principale implicato in questa problematica. Basti pensare, ad esempio, a come deve procedere il bambino, per esercitare un controllo volontario sullo svuotamento della vescica. Quando il bambino non ha il controllo volontario, la vescica piena attiva il riflesso di svuotamento. Per acquisire il controllo volontario il bambino deve imparare a riconoscere le sensazioni somatiche, ad esempio tensione, che provengono dalla vescica dilatata e colma. Per poter acquisire la competenza della continenza urinaria, il presupposto è appunto il riconoscimento delle sensazioni connesse con la vescica piena. Semplificando e similmente ciò avviene nell’eiaculazione precoce.

Questo può essere considerato il meccanismo alla base del problema, tuttavia non è sufficiente considerare questa variabile per poter spiegare la dinamica più complessa del disturbo. Sono state infatti formulate ulteriori differenti spiegazioni dell’eiaculazione precoce, le quali tuttavia prese singolarmente non sono sufficienti a definire un quadro d’insieme articolato.

Secondo i modelli psicoanalitici l’eiaculazione precoce rappresenta l’apice di un problema irrisolto sul piano della conflittualità con la figura femminile. Da un punto di vista simbolico l’eiaculazione precoce rappresenterebbe una sorta di punizione inconscia verso la figura femminile, che si esprime nella riduzione o interruzione del suo appagamento sessuale; in questo senso l’eiaculazione precoce comporta, quanto meno come conseguenza secondaria, un sabotaggio della relazione a discapito della partner come effetto della traslazione sulla relazione attuale di pregresse dinamiche relazionali disfunzionali, con le “figure genitoriali”. Possono rientrare in questa tipologia situazioni familiari pregresse rigide, chiuse, direttive, barricate in modalità di comunicazione unidirette, incapaci di cogliere il bisogno dell’altro.

Secondo la teoria dei sistemi e delle relazioni di coppia, l’eiaculazione precoce rappresenta il sintomo diretto, di una problematica di coppia attuale, il cui senso non è necessariamente quello sessuale. Ciò accade quando nell’interpersonalità della coppia attuale, ad esempio, domina il risentimento, la rabbia, l’incongruenza comunicativa, la mancanza di affetto ed intimità, l’ansia e il timore della perdita del partner.

Secondo le teorie di senso comune l’eiaculazione precoce viene identificata come la conseguenza di una eccessiva sensibilità alle sensazioni erotiche. Non a caso spiegazioni di questo tipo portano a prospettive di rimedio basate appunto sulla riduzione della sensibilità sessuale, come ad esempio l’utilizzo del preservativo, di creme anestetiche sul pene, l’adozione di strategie di distrazione dell’attenzione durante il rapporto sessuale, su fantasie non erotiche.

Gli aspetti di personalità possono invece essere ricondotti maggiormente a come una persona costruisce sé stessa in termini di sicurezza, autostima, competenza somatica, competenza emotiva e relazionale, il modo in cui legge e interpreta stabilmente ciò che gli accade nel mondo (valori e credenze personali), il modo in cui legge e interpreta il ruolo dell’altro all’interno delle sue relazioni, la tolleranza alla frustrazione e all’incertezza, la competenza nel saper leggere e interpretare i propri stati emotivi, la competenza nel saper leggere e interpretare gli stati emotivi dell’altro, la capacità di sapersi concedere il piacere dell’atto sessuale perdendo spontaneamente e temporaneamente sé stesso nella “dimensione della mancanza del controllo”.

 

 

IL MODELLO ESPLICATIVO DEL DISTURBO DELL’EIACULAZIONE PRECOCE: MECCANISMI PRIMARI

 

 

 

IL MODELLO ESPLICATIVO DELL’EIACULAZIONE PRECOCE:

CONSEGUENZE SECONDARIE PERSONALI E CONSEGUENZE SECONDARIE SESSUALI PERSONALI

 

 

Accanto ai fattori primari (vulnerabilità di partenza e variabili d’innesto del disturbo) bisogna considerare variabili definite secondarie sia personali che interpersonali. Le conseguenze secondarie dell’eiaculazione precoce, sono riconducibili ad aspetti emotivi conseguenti, di autosvalutazione personale, di timore del giudizio e vergogna, di senso di colpa per non essere stato in grado di soddisfare il partner o per non aver raggiunto/mantenuto i propri standard elevati, di rabbia verso un partner percepito come non comprensivo o come potenzialmente svalutante. È in quest’ultimo senso che spesso s’innestano anche variabili secondarie di tipo relazionale, più riconducibili alle reazioni del partner e agli effetti che queste hanno sulla persona con eiaculazione precoce. Accanto a questi aspetti più emotivi se ne possono talvolta accompagnare altri connessi con il desiderio di evitare altre situazioni “spiacevoli” simili, evitando di avere ulteriori rapporti sessuali.

 

 

L’insuccesso sessuale connesso con l’eiaculazione precoce accentua il problema partecipando alla creazione di un circolo vizioso disfunzionale, in cui la possibilità di avere un rapporto sessuale accende la preoccupazione di non essere ulteriormente all’altezza della situazione. Ciò attiva l’ansia connessa con la percezione del pericolo di non riuscire a portare a conclusione il rapporto. L’ansia, che si esprime con una atteggiamento di controllo e di spectatoring, che consiste nell’osservarsi e valutarsi dall’esterno, influenza negativamente la spontaneità del rapporto, attraverso un’accentuazione del controllo. In questo modo può innescarsi sulla problematica dell’eiaculazione precoce, una problematica secondaria o derivata di impotenza.

Accanto a questo aspetto bisogna considerare il fatto che la persona che soffre di questo disturbo (eiaculazione precoce) o di altro disturbo sessuale, vincola conseguentemente la propria attenzione selettiva sulla paura di ciò che di negativo potrebbe verificarsi, piuttosto che sulla spontaneità della sessualità con la partner. Ciò può comportare una fissazione sul sintomo, riducendo l’interesse epistemico sulla sessualità col partner, che al contrario resta focalizzata sul timore di non essere all’altezza. Ne deriva minor esplorazione del piacere sessuale.

 

 

 

IL MODELLO ESPLICATIVO DELL’EIACULAZIONE PRECOCE:

CONSEGUENZE SECONDARIE RELAZIONALI

La partner può sentirsi rifiutata, considerandosi non accettata o desiderata dal compagno; oppure possono intervenire sensazioni di frustrazione per la mancata sintonizzazione dell’eccitazione e dell’orgasmo sessuale e per il ridotto appagamento sessuale al quale la partner si deve adattare; possono innestarsi in questo modo meccanismi conflittuali, basati su un’accentuazione delle richieste sessuali, volte alla conferma del rapporto; il partner può sentirsi conseguentemente ancor più sotto pressione confermando ulteriormente il circolo vizioso sopra descritto;

 In questo modo si attivano stati emotivi non solo di ansia, ma anche di rabbia e rivalsa nei confronti della partner che viene percepita come scarsamente sensibile ed eccessivamente richiedente. In questo modo ai fattori individuali dell’eiaculazione precoce se ne aggiungono di relazionali che complessificano la situazione aumentando ad esempio la percezione di pericolosità del rapporto sessuale da parte del partner.

 

 

 

TRATTAMENTO

Il trattamento del disturbo dell’eiaculazione precoce parte dalla considerazione che i meccanismi principali implicati nella problematica sono sostanzialmente due:

-Assenza o riduzione del controllo volontario sul riflesso eiaculatorio;

-Incompetenza somatica nel percepire e rappresentare consapevolmente le sensazioni somatiche dell’eccitazione che indicano l’avvicinamento o il raggiungimento del punto di inevitabilità orgasmica.

Il trattamento consiste pertanto nella sua fase principale nell’aumento della consapevolezza e competenza di quanto sopra descritto in termini di controllo volontario sul riflesso eiaculatori, attraverso l’acquisizione di competenza e consapevolezza delle proprie sensazioni somatiche. Accanto a questi due aspetti principali, il trattamento si deve orientare anche verso la gestione delle problematiche eventualmente derivate sul piano emotivo individuale e di coppia.