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Disfunzione orgasmica femminile

Da un punto di vista classificatorio la disfunzione orgasmica viene definita come una problematica sessuale femminile caratterizzata da:

  1. Persistente o ricorrente ritardo, o assenza, dell’orgasmo dopo una fase di eccitazione sessuale normale;
  2. Il problema causa disagio significativo a livello personale e/o interpersonale;
  3. La disfunzione dell’orgasmo non è meglio attribuibile ad un altro disturbo psicologico o psicosomatico, ovvero non è riconducibile ad una patologia medica e fisiologica in corso, o agli effetti di una o più sostanze.

 

 

Da un punto di vista prettamente fisiologico l’orgasmo può essere considerato un riflesso che raggiunge il punto d’innesco successivamente alla fase di plateau durante la quale aumenta il desiderio sessuale e conseguentemente il livello di eccitazione sessuale per effetto non solo della sensibilità periferica delle zone erogene fisiche, ma anche per effetto della fantasia, della complicità di coppia generale e situazionale. Durante questa fase si crea la piattaforma orgasmica femminile caratterizzata dalla sostanziale vasocongestione degli organi sessuali primari e dalla preparazione fisiologica all’orgasmo. All'orgasmo segue la fase di risoluzione. Il problema, oggetto di questo articolo si colloca nella impossibilità primaria, secondaria, situazionale, assoluta, a permettere che dalla fase di plateau scatti il riflesso orgasmico, il quale nella sua componente motoria è espresso e percepito nei muscoli circumvaginali.

Le cause della difficoltà o impossibilità a lasciare che il corpo prenda il sopravvento nella propria reattività sessuale, come già specificato negli articoli precedenti (I disturbi sessuali: fattori eziologici e causali)non sono necessariamente univoche. Alcune cause possono essere ricondotte ad aspetti più profondi della struttura di personalità e alla valenza inconscia o implicita che la sessualità rappresenta come tematica individuale (senso di colpa, vergogna, paura e relative inibizioni di fatto e di contenuto sull’area della sessualità rappresentata o vissuta) e come strumento relazionale all’interno dei giochi di potere della coppia. In questo senso (inconscio e/o implicito) ci si riferisce non tanto alla struttura relazionale della coppia attuale all’interno della quale la sessualità incompleta s’inserisce, ma ai pregressi processi d’identificazione, opposizione, nonché modalità di risoluzione dei conflitti, sistemi relazionali acquisiti e modelli operativi interni rappresentati nella forma di immagine di sé, idea di figura femminile e maschile e ciò che rappresentano in termini di ruolo.

Altre variabili possono essere maggiormente collocabili sul piano della qualità dell’intesa della coppia attuale (cause relazionali), gli stili di comunicazione, la predominanza o la reciprocità dei ruoli, i livelli di attività o passività sessuale come specificato nell’articolo relativo alle cause psicologiche dei disturbi sessuali femminili. In quest’area rientrano ad esempio gli atteggiamenti ambivalenti, non necessariamente consapevolizzati, verso il proprio partner, in una dimensione in cui la sessualità e l’anorgasmia viene vissuta e rappresentata come un gioco di potere “aggressivo” sulla relazione, anche inconsapevolmente.

Altri fattori al contrario possono essere maggiormente collocati sul piano del controllo eccessivo del corpo (Spectatoring), per i timori connessi con la paura di perdersi nell’assenza del controllo dell’orgasmo, per paura di essere rifiutata o abbandonata dal proprio partner nella misura in cui tracimasse una spontaneità non controllata e non domestica. In questo senso l’orgasmo femminile acquisisce anche una valenza culturale oltre che individuale di rappresentazione della propria indipendenza, sulla cui linea a maggior ragione può collocarsi una dinamica ambivalente tra il desiderio di lasciarsi andare nella direzione desiderata e confermare la propria indipendenza, e il timore che ciò possa comportare delle conseguenze inaspettate ad esempio sulla relazione in atto, come la paura di perdere la sintonia attuale anche se handicappata dalla presenza di una sessualità non completamente sperimentata.

Il tutto può cristallizzarsi ad esempio all’interno di una struttura di personalità di tipo perfezionistico, con tratti passivo – aggressivi e dipendenti, all'interno di uno stile di conoscenza non sempre malleabile e flessibile. La ricerca della cura contro il sintomo, può in quest’ottica attivare delle dinamiche di rifiuto, nel momento in cui la terapia insiste su queste variabili concomitanti e meno superficiali della problematica.

Accanto alle cause principali e primarie dell’anorgasmia femminile è necessario considerarne alcune che sono prevalentemente secondarie (cause secondarie) e che si riferiscono alla possibile strutturazione di circoli viziosi di automantenimento della problematica come quello di seguito esemplificato.