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I Disturbi dell’Umore: classificazione diagnostica – parte seconda

 

Il tono dell’umore generalmente subisce delle variazioni in funzione di differenti variabili personali quali eventi di vita particolari che la persona deve affrontare (separazione, lutto, rottura di un’amicizia o di una relazione etc.).

 

Caratteristiche descrittive

Il tono dell’umore generalmente subisce delle variazioni in funzione di differenti variabili personali quali eventi di vita particolari che la persona deve affrontare (separazione, lutto, rottura di un’amicizia o di una relazione etc.),

piuttosto che aspetti connessi con la propria biologia e fisiologia. Variazioni entro un certo range e giustificabili sulla base di differenti fattori sono considerate del tutto normali e fisiologiche. Si può parlare invece di un disturbo dell’umore quando tali variazioni si connotano per una certa consistenza e determinano delle ruvidità o compromissioni personalmente significative nel funzionamento personale.

Il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (American Psychiatric  Association, 1994; 1996) distingue i disturbi dell’umore in due categorie: disturbi depressivi unipolari e disturbi depressivi bipolari.

Nel primo gruppo rientrano il disturbo depressivo maggiore, il disturbo distimico, il disturbo depressivo minore, il disturbo depressivo non altrimenti specificato.

Nel secondo gruppo rientrano il disturbo bipolare (I eII), il disturbo ciclotimico e il disturbo bipolare non altrimenti specificato.

 

 

DISTURBI UNIPOLARI

Schematicamente possono essere rappresentati nel modo seguente:

 

 

Il disturbo depressivo maggiore

Si può parlare di disturbo depressivo maggiore quando è presente nella storia clinica della persona almeno un episodio depressivo maggiore, in assenza di episodi misti, maniacali o ipomaniacali.

I sintomi principali che lo caratterizzano sono i seguenti:

  • umore depresso per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno
  • marcata diminuzione di interesse o piacere per tutte, o quasi le attività per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno
  • significativa perdita di peso, in assenza di una dieta, o aumento di peso
  • insonnia o ipersonnia
  • agitazione o rallentamento
  • faticabilità o mancanza di energia
  • sentimenti di autosvalutazione o di colpa eccessivi o inappropriati
  • ridotta capacità di pensiero, di concentrazione o indecisione
  • pensieri ricorrenti di morte, ricorrente ideazione suicidaria, o tentativi di suicidio, o ideazione suicidaria

 

Il disturbo distimico

Il disturbo distimico sembra rappresentare una condizione depressiva non grave, ma prolungata, con andamento cronico e con almeno un sintomo tra i seguenti:

  • scarso appetito o iperfagia
  • insonnia o ipersonnia
  • scarsa energia o astenia
  • bassa autostima
  • difficoltà di concentrazione o indecisione
  • sentimenti di disperazione

 

Il disturbo depressivo minore

Si caratterizza per i medesimi sintomi del disturbo depressivo maggiore ma compresenti in minore quantità e intensità. L’effetto è rappresentato evidentemente da una minore alterazione del funzionamento individuale.

Il disturbo ansioso – depressivo misto

La caratteristica di questo disturbo può essere rappresentata da una variabilità del tono dell’umore persistente con una caratterizzazione sintomatica come segue:

  • difficoltà di concentrazione
  • affaticamento o mancanza di energia
  • alterazione del ritmo del sonno
  • irritabilità
  • preoccupazione e ipervigilanza
  • facilità al pianto
  • tendenza alle valutazioni negative
  • disperazione
  • bassa autostima

 

DISTURBI BIPOLARI

Come descritto dal termine quest’area problematica si caratterizza per un’alterazione del tono dell’umore in due direzioni, sia verso  un abbassamento del tono dell’umore sia verso un suo innalzamento; in questo senso la sensazione personale percepita e rappresentata agli altri è quella di un’altalena del proprio umore.

I disturbi bipolari (I-II)

Come descritto nell’articolo I Disturbi dell’Umore: classificazione diagnostica – parte prima i disturbi bipolari si caratterizzano a seconda dell’episodio/i emotivi prevalenti: episodio maniacale, ipomaniacale, misto.

L’espisodio maniacale si caratterizza per un aumento eccessivo del tono dell’umore:

  • autostima eccessiva
  • riduzione significativa del bisogno di sonno
  • aumento della loquacità
  • fuga delle idee
  • facile distraibilità
  • aumento dell’attività finalizzata o agitazione psicomotoria
  • coinvolgimento eccessivo in attività ludiche che possono essere potenzialmente dannose (gioco compulsivo, shopping compulsivo etc.).

L’episodio ipomaniacale è caratterizzato dai medesimi criteri del precedente, ma con una intensità minore che ha pertanto delle ripercussioni minori sulla vita personale.

L’episodio misto si caratterizza per la compresenza di elementi relativi all’episodio maniacale ed elementi relativi all’episodio depressivo maggiore.

Il disturbo ciclotimico

Si caratterizza per un’alterazione del tono dell’umore che diventa in questo senso fluttuante con periodi caratterizzati da elementi relativi all’episodio ipomaniacale e periodi caratterizza da sintomi depressivi.