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La depressione da un punto di vista cognitivo comportamentale

La depressione è una problematica che coinvolge l’intera persona la quale perde energia fisica e psichica, vitalità, speranza e coraggio. Da un punto di vista emotivo si caratterizza per forti emozioni legate all’esperienza della colpa, della vergogna, della rabbia su uno sfondo pervasivo di tristezza e disperazione.

 

 

 

 

Bisogna distinguere tuttavia l’esperienza emotiva della depressione fisiologica o anche definibile in termini di normalità o funzionalità da un’esperienza depressiva problematica. La circostanzialità degli eventi di perdita o comunque di cambiamento destrutturante nella propria vita possono del tutto giustificare una condizione depressiva temporanea: crisi utile. Quando tuttavia l’esperienza emotiva della depressione rappresenta un elemento sovra circostanziale o la risposta predominante, agli elementi critici della propria vita, al punto da creare una situazione di disagio personale significativo, siamo nell’ambito della problematicità psicologica. La depressione può esprimersi con diversi livelli di intensità. Alcune persone presentano solo alcuni sintomi depressivi e con un livello di intensità basso, altre si sentono così tristi da non riuscire più a svolgere le normali attività quotidiane.

Da un punto di vista epidemiologico, i tassi di prevalenza del disturbo depressivo, per un periodo superiore ai 12 mesi, variano tra il 2,6% e il 12,7% negli uomini e tra il 7% e il 21% nelle donne ((World Health Report Database).

È possibile considerare le varie manifestazioni espressive della depressione partendo da una schematizzazione tra:

- Segni legati all’umore

- Segni legati agli aspetti somatici della persona

- Segni legati agli aspetti comportamentali

- Segni legati agli aspetti cognitivi o processi cognitivi (come una persona pensa sé stessa, gli altri, il rapporto tra sé e gli altri nella dimensione temporale passata – presente – futuro)

- Segni legati alla relazione con gli altri

 

I Segni legati all’umore

La persona sente di essere triste, anche senza una motivazione apparente; è come se il mondo apparisse solo di un colore grigiastro con varie sfumature. “Il tempo della depressione non ha modulazioni, e la sua luce equivale sempre ad un oscuramento parziale” (W., Styron. Un’oscurità trasparente. Ed. Mondadori 1996) la sensazione di tristezza si accompagna alla perdita d’interesse e di piacere nelle cose, la progettualità e la vitalità diminuiscono.

 

I segni somatici

La minor vitalità e la visione grigia rispetto alla propria vita e a sé stessi come persona può avere delle ripercussioni sul piano somatico nell’alterazione del ritmo sonno-veglia, sia nella direzione di un aumento del sonno, con una sensazione di intorpidimento generale, sia nella direzione di un sonno disturbato ad esempio da incubi notturni. Anche l’appetito può risentirne in entrambe le direzioni e possono presentarsi altre sequele connesse alla somatizzazione della propria difficoltà, come ad esempio disturbi gastrointestinali, nausea o dolori inspiegabili.

 

I segni comportamentali

I marker espressivi dell’emotività lasciano trasparire un’espressione triste e una sensazione di intorpidimento generale; la persona può avere una certa facilità al pianto. A questi aspetti, quando la tristezza è maggiormente intrinseca e sostanziale può esserci un rallentamento psicomotorio generale.

 

I segni cognitivi

Da un punto di vista cognitivo si parla di triade cognitiva per descrivere uno stile di pensiero caratterizzato da Pensieri negativi circa sé stessi, il presente ed il futuro. Ciò si caratterizza anche per una continua attivazione del pensiero che pensa pensieri tristi, nella ruminazione depressiva.

La persona tende a vedersi sotto una luce di inadeguatezza, sentendosi difettoso e sottovalutandosi. Ciò assume contenuto nella forma di pensieri automatici, verso sé stessi, eccessivamente autocritici e di eccessiva responsabilità personale nelle situazioni passate e presenti. L’eccessiva autocritica descrive anche la tendenza ad interpretare in maniera eccessivamente negativa il proprio funzionamento nelle interazioni con gli altri, focalizzando l’attenzione su aspetti problematici. Gli attuali problemi assumono la dimensione percepita di insormontabilità. Tuttavia non è una sensazione di potenziale insormontabilità; in questo caso porterebbe ad una emotività ansiosa, connessa con il timore di non riuscire a conseguire un proprio obiettivo, ma al contrario è connessa con una idea di insormontabilità certa. Dal punto di vista della persona che soffre di depressione infatti il futuro non potrà portare niente di buono.