Contenuto principale

L'Apprendimento: dai modelli Associazionisti a quelli Costruttivisti

Il Comportamentismo rappresenta un paradigma teorico, concettuale e metodologico che nasce a cavallo tra il XIX e XX con J. Watson (1878-1958) negli Stati Uniti, in contrapposizione alla corrente di pensiero prevalente in quel periodo storico definita Introspezionismo (W. Wundt, 1832-1920).

Wundt, diede vita a Lipsia, nel 1879, al primo laboratorio di psicologia sperimentale, con lo scopo di rendere la psicologia una disciplina autonoma e scientifica, incorporando nella stessa il metodo scientifico delle scienze naturali. Egli propose lo studio del modo in cui la mente elabora le sensazioni provenienti dal corpo. Buona l’intenzione, ma errato il metodo: infatti Wundt utilizzava come metodologia di ricerca l’analisi dei report introspettivi dei propri soggetti sperimentali, attraverso l’osservazione sistematica e diretta dei processi che hanno luogo nella persona, nel momento in cui fa esperienza di un fenomeno. I limiti di tale metodologia possono essere ricondotti alla eccessiva soggettività dell’esperienza introspettiva, alla scarsa oggettività dei confronti fra esperienze introspettive differenti rispetto ad uno stesso fenomeno, alla inaccessibilità o scarsa accessibilità dell’introspezione di alcuni soggetti, come ad esempio i bambini piccoli.

 

Secondo Watson scopo della psicologia scientifica è lo studio di ciò che è osservabile, ossia i comportamenti, in quanto osservabili intersoggettivamente (insieme di risposte ghiandolari e muscolari).

È in questa corrente di pensiero che si sviluppano le ricerche sul condizionamento classico di Pavlov (1849 – 1936), sull’apprendimento per prove ed errori di Thorndike (1874 – 1949) e successivamente sul condizionamento operante di Skinner (1904 – 1990).

 

Pavlov box

Thorndike box

 

PAVLOV: il condizionamento classico..... il comportamento è il risultato dell’apprendimento sulla base dell’esperienza. Ognuno impara a comportarsi come risposta a degli stimoli i quali assumono valore personale condizionante in funzione di specifiche variabili temporali associative. Il condizionamento appreso tende a generalizzarsi a categorie di stimoli confinanti ed eventualmente ad estinguersi qualora l’associazione tra S condizionato - R condizionata non si ripresenti più per molto tempo o venga sostituita accidentalmente o intenzionalmente da altre associazioni. Il comportamento riflesso si distingue in questo senso dal comportamento condizionato, in quanto si caratterizza per una risposta biologicamente determinata rispetto ad uno specifico stimolo.

 

THORNDIKE: l’apprendimento per prove ed errori à La teoria di Thorndike è basata su tre leggi fondamentali:

  1. legge dell’apprendimento per tentativi ed errori (trials and errors): fra le risposte fornite dal soggetto ottengono maggior condizionamento ossia si fissano nell’apprendimento, quelle che meglio si avvicinano gradualmente all’obiettivo;
  2. legge dell’effetto: si ripete il giusto, ossia ciò che ottiene un effetto rinforzante;
  3. legge dell'esercizio: la correlazione stimolo – risposta viene rafforzata dall'esercizio e si indebolisce quando l'addestramento è discontinuo; più mi esercito, più saldo è l’apprendimento

Gli studi di Thorndike, così come quelli di Skinner, si differenziano ulteriormente da quelli di Pavlov poiché, mentre nel condizionamento classico la risposta prodotta dall’animale è un’azione che l’organismo compie automaticamente in seguito ad uno stimolo, nel tipo di condizionamento studiato da Thorndike la risposta è un’operazione che l’organismo compie sull’ambiente in vista di uno scopo.

SKINNER: il condizionamento operante à L'organismo esegue un processo "operativo" sull'ambiente, ciò in parole povere, significa che esso "vaga nel suo mondo", esprimendo le sue modalità comportamentali. Durante questo processo "operativo" incontra un tipo di stimolo speciale, detto "rinforzo" o "stimolo rinforzante". Questo stimolo ha l'effetto di intensificare il processo operativo, cioè il comportamento che era già attivo prima del rinforzo. Il condizionamento operativo può, in sintesi, essere così descritto: "il comportamento è seguito da conseguenze e la natura delle conseguenze modifica la tendenza dell'organismo a ripetere il comportamento in futuro".

Il paradigma del condizionamento operante viene esplicitamente applicato da Skinner all’apprendimento umano. L’istruzione programmata, i cui principi vengono presentati da Skinner primariamente nell’articolo del 1954 dal titolo The science of learning and the art of teaching e approfonditi in The technology of teaching del 1968, è una tecnologia dell’insegnamento progettata per far apprendere conoscenze anche complesse agli studenti, proponendo loro serie di concetti di ordine sempre più complesso, rinforzando sempre ed esclusivamente i risultati positivi ottenuti.

I contenuti sono strutturati in brevi sequenze logiche dette frames, dai più semplici ed elementari ai più complessi e articolati, e vengono somministrati di solito attraverso fogli di carta.

Ogni frame è costituito da brevi e semplici contenuti e concetti da memorizzare, seguiti da un quesito a cui lo studente deve rispondere: se la risposta risulta errata non viene dato alcun tipo di rinforzo e si ritorna alla fruizione del frame stesso o viene dato un feedback correttivo (entrambi svolgono la funzione di rinforzo); in caso invece di risposta esatta il rinforzo si concretizza nel passaggio al frame successivo, seguendo esattamente quelli che sono i principi del condizionamento operante.

Le caratteristiche essenziali che determinano l’efficacia dell’istruzione programmata risultano pertanto essere, secondo Skinner:

♦ La significatività dei contenuti proposti;

♦ La logicità della loro successione sequenziale;

♦ L’interesse manifestato dallo studente;

♦ La revisione della validità e della formulazione del programma a seconda dei risultati raggiunti dallo studente;

♦ La valutazione dei risultati raggiunti dallo studente attraverso test inseriti nel programma stesso

KHOLER (1887 – 1967): l’apprendimento per insight à Kohler introdusse nelle sue trattazioni il concetto di insight, osservando il comportamento degli scimpanzé posti di fronte a situazioni di tipo problematico (per esempio gli scimpanzé dovevano prendere una banana saltando su una scatola). L'insight per Kohler è l'improvvisa scoperta di un nuovo modo di interpretare la situazione totale, quindi assume importanza la configurazione piuttosto che l'oggetto. L'insight è dunque la scoperta di rapporti tra gli elementi, rapporti diversi da quelli individuati prima della scoperta. L'analisi dei gestaltisti verte sulla risoluzione dei problemi piuttosto che sull'apprendimento, inteso come accumulo di esperienza e ricorso alla continuità. Ma l'insight non nega l'esperienza passata, nei casi in cui la situazione non presenta possibilità di ristrutturazione e in assenza di strategie, il soggetto ricorre a ciò che gli è già noto, mentre la discontinuità rispetto alle condizioni precedenti, avviene quando la situazione la rende possibile. L'insight definisce quindi l'intuizione nella forma immediata e improvvisa.

L’autore fa parte della corrente di pensiero definita PSICOLOGIA DELLA GESTALT: si occupa dello studio in particolare della percezione.

LA PSICOLOGIA DELLA GESTALT: (Wartheimer, Kohler, Koffka) à rappresenta già una critica al comportamentismo associazionista di Pavlov in quanto dimostra sperimentalmente che non c’è una corrispondenza diretta tra STIMOLO e PERCEZIONE. Il percetto è la risultante sia della qualità dello stimolo che di forze o elaborazioni mentali strutturate secondo principi univoci; Evidentemente è il cervello che "ricostruisce" lo stimolo, fornendo un significato al tutto (fig. 1):

- Legge della prossimità (fig. 2 ): vi è la tendenza a raggruppare oggetti vicini, separandoli da altri simili, più distanti.

- Legge della somiglianza (fig. 3): si tende a raggruppare oggetti che condividono evidenti proprietà visive

- Legge della buona continuazione (fig. 4): a parità di altre condizioni si unificano gli elementi che condividono lo stesso tipo di movimento

- Legge della pregnanza (fig. 5): (serie di caratteristiche che rendono una forma particolarmente armonica, simmetrica, semplice). In questo senso le parti di una campo percettivo tendono a costituire le Gestalt più pregnanti possibili nelle condizioni date

- Legge dell’esperienza passata: i percetti tendono ad organizzarsi sulla base della precedente esperienza percettiva

 

fig. 1

fig. 2

fig. 3

fig. 4

fig. 5

Il NEOCOMPORTAMENTISMO già con Skinner e Thorndike, i quali evidenziano come il soggetto abbia un ruolo attivo nella produzione di comportamenti rispondenti o operanti e maggiormente con Tolman, pone in discussione il paradigma S à R del behaviorismo classico, introducendo una terza variabile intermedia e fondamentale per lo sviluppo successivo della psicologia verso il cognitivismo ed il successivo costruttivismo

PARADIGMA

 

S --> O --> R

I concetti chiave introdotti da Tolman sono:

-apprendimento latente

-mappa cognitiva o rappresentazione cognitivaEsperimento di Tolman e Honzik (1930)

 

Esperimento di Toolman e Honzik (1930)

 

RISULTATI: mentre la performance del gruppo 1 è sempre maggiore del gruppo 2 (non rinforzo), è tuttavia inferiore a quella del gruppo 3 a partire dal momento in cui viene introdotto il rinforzo per il gruppo 3 (11 giorno).

INTERPRETAZIONE DEI RISULTATI:

Per spiegare il miglioramento della performance del G3 rispetto al G1, Tolman introduce il concetto di RAPPRESENTAZIONE MENTALE e APPRENDIMENTO LATENTE.

L’apprendimento e la performance sono due concetti differenti; l’apprendimento infatti può verificarsi anche in assenza di rinforzo, per sperimentazione o riorganizzazione interna dell’esperienza in una unità di significato adattiva rispetto al contesto. È in questo senso che si parla di apprendimento latente, in quanto non si traduce immediatamente o necessariamente in una prestazione manifesta. Il fatto che i topi del G3 nel momento in cui ricevono un rinforzo funzionale, migliorino la loro prestazione nettamente rispetto al G1 (sempre rinforzati) è indicatore del fatto che dentro la “black block” avviene qualcosa di particolare che è indipendente dai rinforzatori esterni (apprendimento latente). Tale attività consiste nella strutturazione di un campo mentale equivalente al campo percettivo definibile anche come rappresentazione mentale.

È in quest’ottica che si fa strada l’idea e la necessità di elaborare dei modelli teorici in grado di spiegare ciò che succede tra lo STIMOLO e la RISPOSTA: questi modelli hanno lo scopo di operazionalizzare il sistema MENTE. In quest’ottica nasce il COGNITIVISMO (metà del ‘900).

L’idea è che tra lo stimolo e la risposta intervengono dei processi mentali appunto, i quali trasformano e rielaborano lo stimolo prima di produrre una risposta. Tali processi pur non essendo direttamente osservabili possono essere comunque inferiti.

Il modello TOTE (test-operate-test-exit) di Miller, Galanter e Pribam (Piani e strutture del comportamento 1960) è uno dei primi esempi di modello cognitivista, nonché un esempio di feedback retroattivo:

 

 

- Ogni azione è diretta ad uno scopo specifico;

- L’individuo per poter eseguire l’azione elabora dei piani mentali di azione, sulla base delle informazioni di contesto disponibili;

- Quindi sottopone il piano di azione rappresentato ad un suo sviluppo esecutivo;

- Ne verifica la corrispondenza con lo scopo e la sua eseguibilità operativa;   - Riprende il piano modificandolo nel momento in cui individua delle discrepanze rispetto allo scopo prestabilito;   - Esce dalla procedura quando lo scopo è raggiunto.

MILLER nel 1956 pubblicò l’articolo “The Magical Number Seven, Plus or Minus Two: Some Limits on Our Capacity for Processing Information”, con il quale sostenne la sua scoperta relativa ai limiti di span della memoria a breve termine.

BROADBENT (1958), nello studio dell’attenzione dimostrò il l’effetto cocktail party. Secondo l’autore l’attenzione funziona in maniera discriminante e selettiva sugli stimoli sensoriali. Inizialmente gli stimoli esterni vengono processati in parallelo e portati ad un livello di rappresentazione globale, nei registri sensoriali; il passaggio ad un’elaborazione più sofisticata, che implica processi corticali più alti, con ovvie implicazioni sul piano dell’intenzionalità selettiva dell’informazione, è governata da un particolare meccanismo centrale, definito filtro selettivo, il quale operando non in parallelo ma serialmente, permette un’analisi più fine ed accurata dello stimolo.

CHOMSKY (1957 - Syntactic structures ) analizza i processi sottostanti alla costruzione del linguaggio individuale, orientato culturalmente. I meccanismi associativi e/o rinforzanti definiti dal paradigma comportamentista non sono sufficienti a spiegare come ogni persona si appropri del linguaggio specifico del proprio contesto di riferimento. Egli postula l’esistenza di uno specifico meccanismo innato e mentale, definito grammatica generativa, che regola la costruzione dei processi linguistici.

CRAICK (1914-1945), pubblica “The nature of explanation” 1934. Attraverso l’esperimento del “compito di tracciamento” lo studioso attiva una modalità di rappresentazione della mente come elaboratore di informazioni, attraverso delle similitudini ai processi di elaborazione dei sistemi automatici. I processi di pensiero possono essere considerati come processi di manipolazione di simboli che funzionano secondo specifici parametri:

-Traducono in simboli o rappresentazioni mentali gli stimoli esterni che quindi vengono letteralmente ricodificati e non semplicemente assunti in memoria;

-Adottano modalità di elaborazione delle informazioni assunte, attraverso un “linguaggio” che permette di svincolare il pensiero dai dati di fatto e dai limiti di singole variabili temporali;

-Traduce o ricodifica nuovamente quanto è stato internamente elaborato, in azioni, comportamenti la cui esecuzione viene monitorata ed eventualmente corretta.

NEISSER (1967) formalizza quanto emergente sul piano del nuovo paradigma teorico del cognitivismo, con un modello di rappresentazione della mente elaborante informazioni, che da inizio alla Human Information Processing (HIP). L’uomo, in qualità di elaboratore delle informazioni viene rappresentato utilizzando a prestito la metafora del computer nelle sue componenti hardware e software.

Contemporaneamente all’approccio comportamentista di Wundt si diffonde una corrente di pensiero definita STRUTTURALISMO inteso nel senso letterale del termine: la psicologia per poter assumer un’identità scientifica, deve studiare ciò che è direttamente osservabile. È direttamente osservabile non solo l’insieme delle risposte ghiandolari e muscolari (comportamento) del soggetto posto in una condizione di stimolazione, ma anche le strutture organiche sottostanti al funzionamento delle risposte. È in quest’ottica che viene avviato lo studio del SN attraverso la vivisezione (inizia la neuroscienza).

Il FUNZIONALISMO al contrario affonda le sue radici nella teoria evoluzionistica e pone l’attenzione su un’ulteriore aspetto del funzionamento mentale dell’individuo:

-l’evoluzione dei processi mentali nel corso dello sviluppo individuale

-La progressione dell’ADATTAMENTO individuo – ambiente, come risultato dei processi di sviluppo individuali.

Galton (1822 – 1911) introduce i primi test mentali standardizzati volti alla misurazione delle due variabili descritte sopra.

Piaget (1896 – 1980), fonda l’epistemologia genetica, ed utilizza il campo disciplinare della psicologia genetica o dello sviluppo al fine di studiare come si sviluppa la costruzione della conoscenza nel percorso ontogenetico dell’individuo.

Neisser ipotizza un modello stadiale dell’elaborazione delle informazioni:

 

 

LIMITI

-Orientamento sequenziale della procedura di elaborazione delle informazioni

-Eccessiva dipendenza dallo stimolo in sé; non tiene in considerazione ruolo il di variabili quali ASPETTATIVE, CARATTERISTICHE, INTERESSI del soggetto.

Vengono quindi successivamente elaborati modelli più rappresentativi della complessità dei processi di elaborazione delle informazioni (Broadbent, 1984).

 

 

RIPERCUSSIONI

La ricerca psicologica scientifica si concentra sullo studio dei processi di funzionamento del sistema cognitivo nell’ottica della Human Information Processing; si sviluppa il contesto della ricerca in ambito evolutivo con lo scopo di inquadrare il funzionamento del sistema della elaborazione delle informazioni anche nel bambino piccolo (bambino non più come “tabula rasa” ma come già dotato di modalità elementari e adattive di elaborazione delle informazioni = quali modalità sono già presenti alla nascita?)

-Attenzione

-Memoria

-Percezione

-Controllo dell’informazione

-Fattori cognitivi che influenzano la performance

-Fattori di campo e di strutturazione dello stimolo che possono influenzare le procedure elaborative

In ambito evolutivo si afferma la teoria epistemologica e psicogenetica di PIAGET (1896 – 1989). Lo sviluppo psicologico della conoscenza viene rappresentato come un processo IN – OUT, dall’interno del soggetto all’esterno. Entrano in gioco gli invarianti funzionali (ASSIMILAZIONE – ACCOMODAMENTO) il cui risultato è la costruzione di schemi di rappresentazione e schemi di azione che sono sempre più della somma delle singole parti costitutive (soggetto – oggetto), attraverso il processo dell’EQUILIBRAZIONE MAGGIORANTE. Non è rilevante capire se l’oggetto esista indipendentemente dal soggetto percipiente, ma che l’oggetto è la risultate dei processi di ricostruzione, psicogeneticamente determinati (teoria degli stadi evolutivi), i quali portano alla costruzione e rappresentazione di elementi differenti di un medesimo oggetto, ad età differenti, a seconda delle capacità e possibilità procedurali del bambino. La conoscenza è l’esito di un processo di assimilazione dell’oggetto alle strutture date nel soggetto ed il relativo accomodamento delle strutture date alle caratteristiche implicite dell’oggetto stesso. Ad età differenti tuttavia corrispondono dinamiche e potenzialità epistemiche differenti, in funzione delle strutture cognitive possibili del soggetto, sempre tuttavia all’interno della logica epistemica degli invarianti funzionali. L’oggetto non può essere rappresentato nel medesimo modo ad età differenti.

Piaget considera pertanto l’intelligenza, come l’insieme delle operazioni che l’individuo può svolgere ed applicare sull’oggetto, in funzione dell’età. Lo sviluppo dell’intelligenza segue un percorso stadiale, dall’intelligenza sensomotoria all’intelligenza astratta e concettuale, il cui scopo è l’adattamento tra l’individuo e la sua nicchia ecologica.

A)Fase senso-motoria dalla nascita ai 2 anni circa: Riflessi innati --> Reazioni circolari primarie --> Reazioni circolari secondarie --> Coordinazione mezzi-fini --> reazioni circolari terziarie --> Comparsa della funzione simbolica;

B) Fase pre-concettuale da 2 a 4 anni: egocentrismo --> visione unilaterale delle cose. Sviluppo del linguaggio simbolico --> gioco simbolico --> Imitazione differita.

Ragionamento transduttivo o analogico (dal particolare al particolare). Ad es. se un insetto gli fa paura perché l’ha molestato è facile che molti altri insetti che non l’hanno molestato gli facciano ugualmente paura.

C) Fase del pensiero intuitivo da 4 a 7 anni:

Aumenta la partecipazione e la socializzazione nella vita di ogni giorno --> scuola materna, dove il bambino sperimenta l'esistenza di altre autorità diverse dai genitori --> necessità di rivedere le conoscenze acquisite nelle fasi precedenti, mediante dei processi cognitivi di generalizzazione --> manca la reversibilità del pensiero

D) Fase delle operazioni concrete da 7 a 11 anni.

Il bambino è in grado di coordinare due azioni successive; di prendere coscienza che un’azione resta invariata, anche se ripetuta; di passare da una modalità di pensiero analogico a una di tipo induttivo; di giungere ad uno stesso punto di arrivo partendo da due vie diverse. Non commetterà più gli errori della fase precedente.

Naturalmente il bambino fino a 11 anni è in grado di svolgere solo operazioni concrete, non essendo ancora capace di ragionare su dati presentati in forma puramente verbale.

E) Fase delle operazioni formali da 11 a 14 anni.

Il pre-adolescente acquisisce la capacità del ragionamento astratto, di tipo ipotetico-deduttivo. Il mondo delle idee e delle astrazioni gli permette di realizzare un certo equilibrio fra assimilazione e accomodamento. Egli è in grado di comprendere il valore di certi oggetti e fenomeni, la relatività dei giudizi e dei punti di vista, la parità dei diritti, la distinzione e l’indipendenza relativa tra le idee e la persona, ecc. è altresì capace di eseguire attività di misurazione, operazioni mentali sui simboli (geometria, matematica...).

VIGHOTSKY --> psicologia culturale: l’autore assume un’impostazione opposta rispetto a quella piagetiana; lo sviluppo psicologico viene infatti concettualizzato come un processo OUT – IN cioè che segue una direzione dall’esterno vs l’interno. Vyghotsky in particolare sostiene che un ruolo fondamentale nello sviluppo psicologico dell’individuo sia giocato dagli amplificatori culturali. Con questo termine s’intendono tutti i sistemi di codifica delle informazioni e dei concetti che permettono di cristallizzare i progressi della conoscenza in strutture condivisibili di memoria collettiva, il cui accesso permette alla mente di direzionare il proprio sviluppo in sintonia con il quadro culturale di appartenenza. Un amplificatore culturale per eccellenza è il linguaggio, il quale nel momento in cui viene interiorizzato, amplifica dall’interno il sistema di pensiero individuale in quanto permette di operare sui dati esperienziali attraverso la loro sostituzione in simboli e concetti. La possibilità di operare con simboli e concetti permette al soggetto di sganciare il proprio pensiero dalla realtà contingente e di spostarlo sul piano della tridimensionalità temporale. L’apprendimento, anche del linguaggio, è la risultante di un processo interazionale e per alcuni suoi aspetti, asimmetrico, funzionale nella misura in cui si crea tra discente e docente, uno scaffolding/impalcatura di sostegno vincolata nelle aree di sviluppo possibile/prossimale del soggetto che apprende.

COSTRUTTIVISMO (BRUNER 1915), (KELLY 1905 - 1967): può essere considerata come l’evoluzione del cognitivismo ed il tentativo di sganciarsi dalla metafora/modello dell’uomo come elaboratore di informazioni. I modelli HIP infatti, pur nel vantaggio della rappresentazione dei processi seriali e paralleli implicati nell’elaborazione delle informazioni, rischiano di appiattire il processo elaborativo stesso ed uguagliarlo ad un unico modello. L’uomo è certamente un sistema complesso che elabora informazioni, dove tale processo può essere definito come intrinseca tendenza a costruire dei significati. La costruzione del significato ha evidentemente una valenza adattiva, nella misura in cui rende maggiormente prevedibile la realtà, incapsulandola all’interno di teorie non necessariamente scientifiche, ma ingenue e naif, costruite personalmente sulla base dell’esperienza oltre che sui processi interpretativi personali. La costruzione del significato può essere solo “didatticamente” ricondotta a dei modelli unitari come quelli dell’Human Information Processing, in quanto nella realtà, di unitario c’è solo l’obiettivo finale: dare senso a ciò che si sperimenta, perché ciò rende maggiormente prevedibile e quindi adattivo ciò che si sperimenterà. La mente quindi ha la funzione di dare senso, coerenza e significato al mondo per regolare il comportamento, al fine di raggiungere degli scopi.

Semplificando con un esempio si potrebbe dire che la mente elabora delle mappe del proprio territorio, le quali tuttavia non saranno mai perfettamente coincidenti con il territorio stesso (quello “oggettivo”) ed il cui scopo è quello di incrementare la prevedibilità del mondo al fine di poter perseguire i propri scopi. Ogni persona può essere rappresentata in questo senso come un esploratore che costruisce delle teorie (mappe) sull’oggetto della propria esplorazione. Alcune mappe saranno più funzionali di altre, non solo per il loro livello di verosimiglianza con la realtà, ma soprattutto per il grado di prevedibilità che permettono di gestire e quindi per la loro capacità euristica nel favorire il raggiungimento dello scopo. Il modello di realtà che costruisce percettivamente l’essere umano  è molto diverso da quello che sviluppa ad esempio un pipistrello, ma nessuno dei due è migliore dell’altro solo perché i pipistrelli non vedono; infatti ognuno percepisce ciò che è funzionale al perseguimento dei propri scopi, esattamente come i pipistrelli “vedono” il mondo dal loro punto di vista e ciò consente di raggiungere al meglio i propri scopi di pipistrelli; se le rane vedessero il mondo come lo vediamo noi esseri umani, non riuscirebbero a catturare nemmeno la più sprovveduta delle mosche.

IMPLICAZIONI CONCETTUALI

-Stile cognitivo prevalente

-Strategie di appredimento

-Strategie metacognitive di controllo dei processi di significazione

-Credenze naif sull’apprendimento, su sé stessi come studenti etc.

-Atteggiamenti verso la costruzione del significato in ambito scolastico, ossia verso l’apprendimento scolastico

-Motivazione intrinseca vs estrinseca

-Stile attributivo nella spiegazione della causalità dei fatti    

QUALI IMPLICAZIONI PER L’APPRENDIMENTO ALL’INTERNO DEI DIFFERENTI APPROCCI TEORICI? (Peggy A. Ertmer, Timothy J. Newby, 2008. Behaviorism, Cognitivism, Constructivism: Comparing Critical Features from an Instructional Design Perspective.

Performance Improvement Quarterly Volume 6, Issue 4, pages 50–72, December 1993.

 

 

COMPORTAMENTISMO

COGNITIVISMO

COSTRUTTIVISMO

Cosa s’intende per apprendimento

Una modifica della probabilità che si verifichi un determinato comportamento per effetto dei suoi effetti positivi segnalati (rinforzi)

Un aumento della conoscenza dichiarativa o procedurale immagazzinata in memoria e integrata all’interno della rete delle informazioni acquisite (apprendimento significativo)

Un’insieme di nuovi significati COSTRUITI attraverso l’esperienza

Quali fattori influenzano l’apprendimento

Fattori ambientali

Organizzazione del materiale di apprendimento

Contingenza dei risultati

Fattori ambientali

Organizzazione del materiale di apprendimento

Elaborazione cognitiva del materiale di apprendimento

Interazione reale tra studente e materiale di apprendimento

 

COMPORTAMENTISMO

COGNITIVISMO

COSTRUTTIVISMO

Che cos'è il processo di apprendimento?

Antecedente rappresentato dallo stimolo --> comportamento --> conseguente (rinforzo)

Attenzione --> codifica delle informazioni à recupero delle informazioni immagazzinate in memoria

(ruolo delle strategie di codifica, memorizzazione e recupero)

Quesito --> elaborazione personale e rielaborazione all’interno di una comunità di pratiche (es. cooperative learning) --> implicazioni personali nella denotazione di senso e significato all’esperienza

Ruolo della memoria

Non ha una rilevanza particolare nel senso di processo strategico come nel cognitivismo; la memorizzazione è l’esito di un processo associativo ripetuto; l’oblio è la conseguenza della mancata ripetizione dei nessi associativi appresi

Ha un ruolo importante nell’apprendimento; quest’ultimo si struttura e consolida nella misura in cui l’informazione in entrata viene ben codificata all’interno della memoria episodica e semantica del soggetto; l’oblio può derivare o da una carente strategia di codifica iniziale delle informazioni in entrata o dall’intervento di stimoli interferenti

La memoria ha un ruolo importante, ma non si limita ad essere un processo monolitico di codifica fredda delle informazioni; richiede “manipolazione” dello stimolo oltre il codice iconico, e la sua condivisione all’interno di processi del fare e del condividere insieme.

 

COMPORTAMENTISMO

COGNITIVISMO

COSTRUTTIVISMO

Come si dovrebbe struttura la progettazione didattica?

Apprendimento come processo che deve essere scomposto nelle sue componenti elementari:

-Valutazione dei prerequisiti per capire dove deve iniziare il processo di apprendimento -Scomposizione del contenuto in elementi di base e successivamente progressione graduale verso elementi più complessi -Attività volte alla costruzione dell’associazione tra stimolo proposto e risposta (apprendimento) -Valutazione delle risposte (comportamenti) e emissione dei rinforzi -

Enfasi sulle abilità procedurali necessarie per migliorare i processi di codifica delle informazioni (strategie cognitive e metacognitive);

Strutturazione gerarchica dei contenuti, dal semplice al complesso;

Enfasi sulle strategie di elaborazione e facilitazione elaborativa delle informazioni (sintetizzare, riassumere,   mappe concettuali,   esemplificazione, grafici, analogie, metafore).

Rendere esplicito il contesto all’interno del quale la conoscenza che deve essere acquisita assume un senso ed un significato;

Utilizzare più modalità di codifica delle informazioni e permettere una manipolazione delle stesse da più prospettive;

Analizzare lo stesso problema da punti di vista differenti;

Favorire la trasferibilità della conoscenza acquisita dal contesto specifico a contesti differenti: rendere viva la conoscenza.

 

COMPORTAMENTISMO

COGNITIVISMO

COSTRUTTIVISMO

Quale funzione e ruolo occupa l’insegnante

- Stabilisce l’organizzazione delle informazioni e adotta le procedure per l’apprendimento; -Verifica i prerequisiti degli alunni -Verifica e Valuta il raggiungimento degli obiettivi -Rinforza.

Predispone il materiale di apprendimento, le modalità di codifica dello stesso, la sua organizzazione complessiva;

Crea condizioni procedurali favorevoli affinché le informazioni vengano memorizzate.

Fornisce un modello implicito di apprendimento significativo; Guida il gruppo; sostiene l’iniziativa; sollecita problematiche e quesiti; aiuta a riflettere.

Apprendimento per accrescimento

Si manifesta quando ci incorporano nuove informazioni entro gli schemi già disponibili che non vengono sottoposti ad alcuna modifica;

Apprendimento per sintonizzazione

Si manifesta quando si rendono necessarie modifiche degli schemi attivati per interpretare le nuove informazioni;

Apprendimento per ristrutturazione

Si manifesta quando l'interpretazione delle nuove informazioni richiede una ristrutturazione organizzativa del campo di significati memorizzati.